Cambio di paradigma.

Il  leit motiv del momento e’ che non ci si deve far prendere dall’emotivita’ e che, passata l’emotivita’, le scelte andranno fatte a mente fredda. Lo si sente  dire da tutti quelli che sono a favore del nucleare. Emotivita’ e’ la parola del momento, molto piu’ che compassione e solidarieta’.

In realta’ si possono  distinguere due cose.   Una e’ l’emotivita’ (usiamola ancora) e la commozione per le immagini della devastazione dello tsunami, spettacolo di orrenda potenza mai visto prima . Essa, per il prezzo in vite umane e  per la forza delle immagini va al cuore e ai sentimenti. L’altra, che  non e’ emotivita’, e’ la valutazione per la tragedia invisibile delle radiazioni, e che per la staticita’ delle immagini, per la spettralita’ degli spazi svuotati di vita  va alla ragione, va alla fredda valutazione.

I fatti inconfutabili stanno davanti a noi. Se c’e’ una cosa che questa tragedia nucleare ci sta insegnando e’ proprio legata ai fatti, ai nudi e crudi fatti.  L’energia nucleare pretende sacrifici devastanti. Il suo impatto sulla vita delle comunita’ non si misura a decine o centinaia ma a centinaia di migliaia se non a milioni di colpiti, sfollati, contaminati. Centinaia di migliaia di persone che debbono cambiare vita.  Per poco, per tanto o per sempre. E’ una lezione durissima, la ripetizione di quello che insegno’ Chernobyl , ma questa volta in un paese superpopolato e ricco in ogni suo metro quadro. Una lezione, un prezzo, un rischio che ogni uomo di buona volonta’, ogni persona di buon senso recepisce da quello che vede.  E questo e’ un messaggio di ghiaccio, freddo e razionale come nessun altro. Altro che emotivita’, esso va nei nudi numeri dell’economia, va ad intralciare il meccanismo dei soccorsi e dei primi passi della ricostruzione, impatta la solidarieta’ , impatta la sopravvivenza.

La lezione da trarne e’, come sempre dai momenti pesanti della storia, chiara e difficile. E’ la necessita’ di un cambio di passo, di un cambio di paradigma. Bisogna cioe’ abbandonare il concetto che la produzione di energia, della benedetta energia di cui tutti abbiamo bisogno e di cui non vogliamo ne’ possiamo fare a meno, sia legato a luoghi specifici dove essa viene prodotta in quantita’ enorme e concentrata e dai quali viene distribuita.  Questa idea, legata alla disponibilita’ abbondante, fino a qualche tempo fa, di fonti primarie di energia, gas, carbone, petrolio, uranio, deve essere abbandonata progressivamente negli anni e decenni a venire.  La sua estrema manifestazione, il nocciolo del reattore, una bomba atomica che una volta innnescata non si puo’ spegnere nel giro di qualche minuto o qualche ora, ma che si deve soffocare per giorni e’ l’esempio massimo di quello che non si potra’ piu’ fare.  Li’  la tecnologia dell’uomo si concentra sul limitare la bestialita’, la pericolosita’, il devastante potenziale. Lavora al contrario, non per massimizzare qualcosa, ma per proteggerci da qualcosa. Ogni giorno, ora, minuto e secondo. E’ una tecnologia che lavora all’ingiu’.  E se fallisce, per qualsiasi motivo, e’ la catastrofe.  Il cambio di paradigma e’ qui. Dobbiamo lavorare per tecnologie che invece massimizzino fenomeni deboli, piu’ deboli dell’atomo, ma molto diffusi. Fenomeni come il sole il vento e le onde del mare che hanno tanta energia, infinitamente di piu’ di tutti i reattori costruibili messi insieme, ma che ne hanno poca per metro quadro, che l’hanno distribuita, che non stanno dentro alle cattedrali ma che stanno ovunque. Quindi sui quali dobbiamo applicare tecnologie di massimizzazione ,di aggregazione, di intelligente condivisione, ma  non di soppressione.

Se saremo capaci di capire e di far capire questo concetto,questo cambio di paradigma per alcuni astruso illusorio e utopistico, allora potremo affrontare i piani e i programmi per la trasformazione del modello energetico per l’Italia e per il mondo.  Non sara’ facile perche’ l’homo sapiens non gradisce i cambiamenti e tantomeno i cambiamenti mentali. Ma i modelli per un mondo completamente azionato da Acqua, Vento e Sole, ci sono. Qualche anno fa non c’erano, oggi si’. E questo fatto toglie a chiunque sia in buona fede  la possibilita’ di dire che non ci sono alternative alla via dei mostri.

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3 risposte a Cambio di paradigma.

  1. gabriele ha detto:

    Bravo Renato, in breve e sintesi, perchè le Lobby e poteri forti dovrebbero favorire il vasto sviluppo delle Rrinnovabili?? Sarebbe un controsenso ! SEMPLICE, perdono il guinzaglio ai milioni di utenti/clienti ! E che direbbero i loro fornitori di gas e petrolio?? Non addentriamoci in mille altre motivazioni, questa è la vera.
    Gabriele

  2. gabriele ha detto:

    Tu daresti il tuo portafoglio clienti alla “concorrenza”? Tutto qui, in fondo sono umani…anche loro…

  3. Fabio ha detto:

    Condivido in pieno il post. Scritto molto bene esprime in modo chiaro e sensato anche il mio pensiero: bisogna cambiare paradigma, culturale, economico e energetico.

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