Prendiamoci la leadership sull’energia.

E’ notizia di oggi che la Germania molto probabilmente abbandonera’ completamente il nucleare. Il Cancelliere Angela Merkel lo ha detto in maniera chiara. Cosi’ facendo la Germania prendera’ un’altra leadership a livello mondiale, ne ha gia’ molte e invidiabili: quella sulla transizione verso la produzione di energia da fonti solo rinnovabili e pulite.

Su questo tema l’Italia ha una chance da giocare. Noi partiamo da un punto di favore rispetto alla Germania, nel senso che la scelta antinucleare noi l’abbiamo gia’ fatta in maniera chiara e lungimirante molti anni fa. Non abbiamo niente da abbandonare, niente di cui pentirci. Noi abbiamo la fedina penale pulita. Se nei ranking internazionali della virtuosita’ siamo sempre piu’ indietro ovunque, da questo punto di vista siamo leader. Perche’ allora, invece di piangerci addosso come al solito e di parlare di moratorie di pulcinella, non prendiamo una chiara leadership sul fronte delle energie pulite con un piano aggressivo per dotarci entro il 2030 di nuove produzioni basate solo su WWS, Water-Wind-Solar, e per smantellare, entro il 2050, tutte le fonti di energia sporca e sostituirle con solo fonti WWS? Oggi questo e’ possibile, le tecnologie ci sono e non costano piu’ di quelle sporche.
Una decisione di questo tipo andrebbe immediatamente trasformata in un messaggio di marketing mondiale che ci qualificherebbe come paese che di nubi radioattive agli altri non ne ha mai mandate e non ne mandera’ mai, che non nascondera’ le scorie in qualche buco (sta infuriando la polemica in Francia sulla gestione delle loro enormi quantita’ di scorie) e che si costruisce una propria industria che , quella si’ non il nucleare, crea milioni di posti di lavoro. Sarebbe un messaggio favoloso in vista dell’Expo 2015. L’Expo e’ centrato sulla qualita’ della vita , della nutrizione, della salute. Vogliamo inaugurarlo con una decina di cantieri nucleari aperti? Dove andiamo stasera a cena tesoro, andiamo a Caorso? O piuttosto con decine di migliaia di impianti solari sui tetti dei capannoni e delle case? Ci sono gli 800 kilometri quadrati di tetti a disposizione. Oggi non rendono niente, domani potrebbero valere una fortuna, certo non per le lobby dell’atomo o dei combustibili fossili, ma per le tasche dei cittadini si’. E anche senza gli incentivi.
Il nostro paese ha gia’ perso molti treni sulla via della competitivita’ e dell’innovazione. Due esempi.
Quando venne lanciato Fastweb , una decina di anni fa o poco piu’, eravamo i primi al mondo a portare la fibra ottica nelle case, a portare la banda larga in un’intera citta’: Milano. Gli altri ci guardavano ammirati e facevano piani per copiarci. Silvio Scaglia, CEO di Fastweb, veniva invitato in California a parlare a migliaia di tecnologi la’ convenuti per ascoltarlo e applaudirlo. Oggi siamo al trentesimo posto circa per la disponibilita’ di banda, cioe’ non esistiamo piu’, e Fastweb e’ diventata di proprieta’ svizzera. Non siamo stati capaci di trasformare una intuizione geniale in un vantaggio reale per il nostro paese.
Siamo da sempre il paese con maggiore penetrazione di telefoni cellulari e non siamo stati capaci di sviluppare uno straccio di industria attorno a questo primato. L’iPhone e le sue applicazioni l’hanno sviluppato altrove e cosi’ pure la sua evoluzione dimensionale, l’iPad, con l’enorme valore che sta portando a chi l’ha inventato e venduto. In California.

Negli ultimi quindici anni, il nostro paese e’ andato decadendo su tutti i fronti legati alla tecnologia e non solo, e’ arretrato, non cresce piu’. Chi ha dei dubbi vada in rete e cerchi le statistiche del World Economic Forum. Rimarra’ di sasso.

Ora abbiamo un possibilita’ colossale. Girare di centottanta gradi la percezione sull’energia. Passare da Stato che i nuclearisti hanno ironicamente preso in giro come l’unico del G8 senza nucleare (‘siamo i piu’ furbi?’ Chiedeva ancora fino a qualche settimana fa loro pubblicita’ ingannevole) a Stato che ha fatto una scelta lungimirante rispetto a quelli che oggi si trovano in forte dipendenza da una fonte di energia che li puo’ abbattere (questo e’ il termine giusto) da un giorno all’altro. Abbiamo la possibilita’ i scrivere sui nostri prodotti che sono costruiti in Italia e con energia inoffensiva, che non puo’ far male ai nostri compagni di viaggio su questo pianeta. E’ vero che le centrali tradizionali alzano il CO2, ma un conto e’ contribuire al CO2, come tutti, un conto e’ mandare in giro le nubi radioattive. E dovremmo orgogliosamente dire NIMBY (Not in My BackYard, non nel mio giardino), precisando che il nostro giardino e’ pulito e che sviluppiamo tecnologie ed esperienze per far si’ che lo sia l’intero mondo.
L’Italia dovrebbe dire, gridare , al mondo: NIMBY!!
Abbiamo la possibilita’ di rendere evidente a tutti un nostro vantaggo competitivo sulle energie pulite e cioe’ l’alta percentale di energia idroeletrrica che le Alpi e la lungimiranza dei nostri bisnonni ci regalano. E su questo vantaggio costruire quello che andremo a fare con sole, vento e mare. Abbiamo la possibilita’ di riqualificarci come il Paese del Sole sul serio, non con la pizza e il mandolino. E il movimento, secondo me, deve partire dalla rete. Da qui. Sarebbe bello se fra qualche anno , in Italia, si potesse svolgere un dialogo cosi’..

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